#GiraZapatista // Capitolo Puglia e Basilicata

Restituzione da Lapaz Rete Puglia e Basilicata per il Chiapas

Son trascorsi XXVIII secoli da quando alcune genti di origine greca attraversarono il mare che ci separava per insediarsi nelle nostre terre con il loro carico di cultura, industriosità e rispetto per gli elementi della natura. Con un percorso analogo, dalle sponde dello Ionio alle dolomiti lucane, per 7 giorni le nostre terre sono state attraversate da un comando zapatista di escucha y palabra e dalla forza del loro pensiero decolonizzante che ha reso tangibile l’eldorado di un altro mondo realizzabile.

I giorni trascorsi assieme sono stati di un’intensità emotiva che è difficile esprimere a parole. Abbiamo mostrato ai compas alcune delle ferite aperte di Puglia e Basilicata: la miseria e l’emarginazione in cui è relegata la Città Vecchia di Taranto, la militarizzazione pervasiva del territorio, la distruzione
ambientale, sociale e l’emergenza sanitaria creata dall’industria (ex ILVA e petrolchimico a Taranto, Impianto TAP a Melendugno, pozzi petroliferi in Val D’agri), lo sfruttamento dei migranti nelle campagne e l’espulsione dei nostri indigeni dalle proprie terre a causa della crescente gentrificazione dei luoghi ad uso e consumo dei turisti. Per i compas è stata la conferma che anche qui, in Italia, nel Primero Mundo esiste la povertà, la violenza e la sopraffazione del più forte a spese del più debole.

Dalle loro parole abbiamo ascoltato la storia di violenza e soprusi che i loro avi hanno subito sulla loro pelle. Dal loro sguardo, dalla loro voce ferma e intensa abbiamo compreso la forza delle loro idee, la loro capacità di auto organizzarsi per creare realtà libere ed autonome, dove il buon governo si esprime e si esercita in un’orizzontalità permanente. Una realtà in cui l’autorità ed i padroni non trovano più posto, dove tutto ruota attorno all’idea di comunità ed alla forza costituente dell’intelletto generale.

Abbiamo anche raccontato e mostrato loro la maniera in cui la resistenza si organizza nei nostri territori (collettivi per il diritto alla casa, movimenti di salvaguardia del territorio, comitati cittadini, Cooperative Sociali, realtà sindacali di tutela dei migranti, realtà autonome rurali, gruppi di autoproduttori e tutte le forme di soggettività resistenti).

I continenti ed i mari che separano le nostre terre non attenueranno la profonda convinzione di essere uniti nella stessa lotta per la difesa, la giustizia e la libertà verso la Madre Terra e verso chi la popola. Questa esperienza resterà indelebile nei nostri cuori e sarà di stimolo a lavorare su noi stessi, come singoli e come gruppi, per continuare in un percorso di decolonizzazione dell’immaginario e di creazione di un soggetto collettivo dove PRATICARE L’AUTONOMIA PER COSTRUIRE UN ALTRO MONDO LIBERO DAL
CAPITALISMO E DAL PATRIARCATO