#GiraZapatista // Capitolo Piemonte // 2° Tappa Alessandria

Restituzione dalla Seconda Tappa in provincia di Alessandria presso il Laboratorio Anarchico PerlaNera

In queste poche righe non ci dilungheremo a parlare di cosa mangiano o amano mangiare i compagni che abbiamo ospitato, per quel che ci riguarda abbiamo cercato di fargli assaggiare le specialità locali e ci pare che le abbiano apprezzate, in cambio ci hanno fatto gustare la loro colazione, saporita e piccante.

A noi interessa principalmente descrivervi le nostre emozioni.
Da tempo avevamo letto dell’esperienza Zapatista, della loro lotta, del fatto che loro hanno costruito una società dal basso, dove l’assemblea popolare è l’unico percorso di vita sociale, tutte le loro strutture organizzative hanno come perno il momento assembleare.

Però la lettura dei loro scritti, delle loro lotte, se pure ci intrigavano parecchio, restava ai nostri occhi, una sorta di astrazione, una società che potevamo solo immaginare, per questo, per noi, incontrarli è stata un’occasione unica e importantissima.
Ospitarli è stato come fare un viaggio nel loro mondo, se pur solo tramite la loro parole.

Questo non è avvenuto solo attraverso gli incontri annunciati, ma anche nei pochi giorni di vita in comune. Fare colazione pranzo e cena con loro, scambiarsi opinioni e sguardi, confrontare con loro le rispettive esperienze è stato senza dubbio indimenticabile.

 

…non volevamo solo confrontare le nostre due esperienze di rapporto con l’arte come movimento di comunicazione rivoluzionaria, ma provare anche a fare qualcosa insieme che rimanesse come un ricordo del loro passaggio, così è nata l’idea di fare un quadro collettivo, su un loro disegno, con i loro soggetti simbolici, che insieme abbiamo colorato, divertendoci anche un mondo…

 

Nel pomeriggio nel dibattito loro ci hanno parlato dei murales, come strumento di propaganda, della loro forma di teatro, dove non ci si limita alla comunicazione teatrale ma si coinvolge nello spettacolo il pubblico, diventando così momento di partecipazione collettiva, rompendo la barriera tra attori e pubblico.

Un discorso a parte va fatto per la musica: qui agli strumenti precolombiani si sono uniti agli strumenti e alle musiche portati dagli europei, ampliando in questo modo la creatività rivoluzionaria.

Anche la danza è sicuramente sensibile alle esperienze europee e statunitensi, ma qui la tradizione popolare è più forte.

Ciò che più di ogni altra cosa, per noi, è stato importante è la loro poesia, il loro linguaggio, che anche nei comunicati politici, non è il solito proclama al quale siamo abituati in Europa, complice anche la loro antica tradizione popolare, diventa vera e propria poesia.

Attenzione stiamo parlando di un’arte che ha uno scopo ben preciso, combattere il capitalismo e il malgoverno che domina il mondo, per propagandare il progetto sociale che si basa su quello che loro chiamano buon governo, che noi potremmo definire autogestione.

I e le compas ci hanno fatto un’interessantissima descrizione degli avvenimenti che hanno dato vita alla società che loro hanno costruito.
Partendo dalle condizioni di vita dei nativi in Messico, condizioni che provocarono la risposta popolare che diede vita al sollevamento nel 1994.

Più di tutto a loro preme il ribadire che il loro è un progetto costruttivo, per fare un esempio anche quando la casa del loro Caracoles era stato abbattuto dagli uomini del potere, loro non hanno risposto in maniera violenta, ma ricostruendola.

Nel nostro gruppo ospitato da noi c’era anche un promotore di salute, che ci ha spiegato il loro metodo di cura che abbina la medicina naturale a quella diciamo così ufficiale.

Le cose dette sono state veramente tante e tutte interessantissime, così il dibattito si è protratto sino a sera con numerose domante.

La sera i compagni della gira di Torino e di Asti ci hanno raggiunto e abbiamo cenato insieme, poi le parti si sono invertite e noi abbiamo cercato di spiegare cos’è il sindacalismo di base, ed erano loro a farci delle domande.
Due giorni entusiasmanti ed intensi che resteranno per sempre scolpiti nei nostri cuori.

#LaGiraZapatistaVa